Perché fare un massaggio tantrico

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Ogni volta che scrivo sul massaggio sentimenti contrastanti mi abitano.
La situazione che riguarda il massaggio tantrico almeno in italia è particolarmente complessa perché complesso è il rapporto che in Italia abbiamo con il corpo.
Il massaggio tantrico abita il corpo ed insegnare a riabitare il proprio corpo è scomodo.
Scomodo perchè comporta una presa di coscienza rispetto a se stessi.
La consapevolezza di sé è sempre uno strumento di potere. Se teniamo basso il nostro livello di coscienza siamo molto più manipolabili.
Il massaggio tantrico non è un massaggio sessuale, il più delle volte è questo quello che viene venduto.
Nessun giudizio contro i massaggi sessuali, hanno la loro dignità proprio perché soddisfano un bisogno evidente, vista l’enorme richiesta, definirlo però tantrico è giudicarlo; come se chiamare il massaggio con il nome che merita significherebbe svalutarlo, dargli una dignità minore.
Provocare un orgasmo nella donna o una eiaculazione ha una sua sacralità, ma è e rimane un massaggio di tipo sessuale. Nel massaggio tantrico non è previsto il massaggio al lingam ed alla yoni che sono termini sanscriti per designare il pene e la vagina, chiamarli con il proprio nome leva loro quella patina orientale, oriente che nulla o poco ha a che vedere con un centro massaggi al Casilino.
Capitolo a parte poi merita la scelta dei nomi delle massaggiatrici: Devi, Shakti per nobilitare un più comune Teresa o Laura.
Si tratta di piccole, ma significative azioni che denotano una qualificazione del proprio lavoro o della propria persona.
Puoi cambiarne anche il nome, ma la sostanza non cambia. Puoi chiamarlo massaggio al lingam, ma sempre una masturbazione resta anche se condita da olio, incensi e musica new age.

Allora perché fare un massaggio tantrico?

Il massaggio tantrico è una esperienza e dipende anche dalla disponibilità e della apertura che si ha a viverlo.
Lavora sulla Kundalini l’energia sessuale che è anche la nostra energia vitale raffinandola, portandola cioè dai chakra più bassi, nello specifico Svasdisthana il chakra relato alle acque ed alla sessualità a quelli più alti.
Questo fa sì che tutto il corpo sia portato a sentire. Il padiglione auricolare avrà la stessa sensibilità dei genitali.
Viviamo corpi frammentati, il massaggio restituisce loro un sentimento di unità.
E’ un massaggio scomodo perché prevede la nudità di chi lo riceve, non di chi lo esegue, mantenere infatti gli slip dà un messaggio a chi riceve -non siamo qui per scopare, ma per altre ragioni-.
Durante il massaggio bisogna mantenere uno stato passivo, questo ferma la mente e obbliga il corpo ad ascoltare. Se il corpo si attiva attraverso un gesto c’è sempre dietro una mentale che lo guida.
Scopo del massaggio come della meditazione in genere è tacitare le -vritti- della mente.
La prima sensazione del massaggio è di tipo sessuale, uno stato di eccitazione dato dalla disabitudine ad essere toccati da chi non vuole niente in cambio.
E’ fondamentale che chi esegue il massaggio abbia piena coscienza e consapevolezza di quello che sta facendo.
Questo non significa escludere dopo il massaggio un approccio di tipo sessuale, ma è bene deciderlo prima perché quella intenzione non svilisca il massaggio.
Quando ci si affida ad una massaggiatrice è sempre utile capire quale sia la sua formazione. Lo Yoga è uno strumento necessario all’apprendimento del massaggio che si muove in maniera raffinata e complessa tra il sistema dei chakra e gli elementi.
Non basta aver letto qualche libro o aver frequentato un corso di tantra al Laurentino o ancora avere una certificazione che vi attesti essere Maestro di massaggio tantrico.
Nell’insegnamento tradizionale non esistono attestati, esiste la pratica e la serietà di chi il massaggio insegna.
Non ci sono piume o unghie finte, ma solo la correttezza professionale nel definire e nel dare un nome sincero a quello che stiamo facendo.
Che vale per ogni cosa che decideremo di fare nella vita.

foto di Mario Liguigli

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