Trono Ludovisi

6DC76688-BBF5-481F-A7DC-B58E48063422

Cammino
raggi di sole sparsi
so che mi sta aspettando negli anfratti di tempo nascosti
sento che ho bisogno di ricordare
entro
poche persone in fila
la bellezza che ti sbatte addosso
lo cerco mi perdo nei corpi negli occhi che non vedono nelle storie di amore e di morte
e poi lo vedo.
Mi siedo
respiro
quanto tempo mi è passato addosso
la prima cosa che noto è il modo in cui la sollevano la grazia la cura nelle mani.
È una nascita una esplosione le pieghe della veste rimandano alla morbidezza dell’acqua lei nasce dalle acque ma non è sola.
Lo sguardo rivota al cielo a volte in Calabria il cielo è cosi azzurro che sembra mare e non sai mai se sei sopra o sotto
lei nasce una cento mille volte con una potenza di femmina che sa e conosce
lei rinasce a se stessa contro i pregiudizi l’ingiuria la calunnia contro il tempo
ferma nella pietra la bellezza trema
mi avvicino a piccoli passi che a volte le cose bisogna vederle a distanza
che a volte avvicinarsi alla verità fa male
di lato c’è lei seduta avvolta nel tessuto custodita accende un incenso con una grazia ed una compostezza che quasi mi pare di sentirne l’odore
tu che sei quasi davanti a me ferma nella pietra che sa di sacro e di antico ed i millenni mi attraversano a colpire la carne lame di tempo in corsa a sottolineare l’inevitabilità del sacro di colei che custodisce il tempo ed il rito.
Penso ai secoli che ci separano sorrido un filo esile di incenso lega il mio e il suo destino e poi lei
La prima cosa
Le gambe
La seconda cosa
il modo in cui le accavalla
La terza
la carne che si congiunge
La quarta il respiro che trema
La quinta ma cosa è questa musica che sento
ho un capogiro devo fermarmi rapita da un estasi mistica di fronte ad una pietra che scava nel cuore di chi sa vedere.
Lei puttana
lei santa
lei martire
lei svergognata
lei prostituita
lei etera dei sogni infranti di uomini insoddisfatti e di donne che vorrebbero ma non possono
Lei femmina
Lei cagna
Lei madre sorella nonna
lei fatta di musica e di incenso
lei che rinasce mille e mille volte
lei alza lo sguardo perché io sono qui ora adesso sempre e ti guardo e ti dico che la carne è sacra che il sesso è sacro che la fica è sacra e che non c’è colpa ma solo bellezza
La bellezza disegnata sui fiori a primavera della rugiada che scivola sulle foglie di un verde brillante del mare quando canta e tutta la terra si trema delle nuvole che portano la pioggia la bellezza sottratta al tempo allo sguardo di chi non sa che tu puoi attraversarlo e uscirne salva e divina.
Non c’è colpa solo bellezza.

Trono Ludovisi-Roma

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>